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Il centro storico del villaggio di montagna
Bajardo esiste già dal primo millennio avanti Cristo. Da allora Bajardo ha
vissuto una storia movimentata:
Luogo di culto dei Druidi
Prima che i romani venivano, la parte superiore
della montagna ha servito come scrigno dei Druidi. Alcuni degli obelischi
storici di pietra sono tuttora visibili. Una fortezza, che ha servito come
protezione per il paese circostante, è stata costruita più tardi al posto
dello scrigno. Poi una parte di questo castello è stato sostituito nel 17.
secolo da una chiesa.
Fu
proprietà della famiglia dei Doria che lo rese un baluardo fortificato,
passò poi ai marchesi di Ceva che lo cedettero in seguito alla Repubblica
di Genova. All'inizio dell'800 venne incorporato nel regno di Sardegna. In
epoca preromana nel punto più alto dell'abitato sorgeva un tempio pagano e
sopra queste rovine fu costruita la chiesa Vecchia. Costruita nel '700 subì
la stessa sorte del paese colpito dal disastroso terremoto del febbraio del
1887, quando perì più di un quarto della popolazione. Nell'oratorio di San
Salvatore, in piazza de Sonnaz, è possibile ammirare il polittico detto
"della Trasfigurazione e nella Pinacoteca Civica si trova una raccolta
di dipinti di pregio.
Alla fine del secolo scorso, nell'anno 1887, sotto
gli archi di questa chiesa si sono riuniti circa cento contadini per
festeggiare il mercoledì delle cenere, prima di andare sui campi. Tuttavia
da ciò non è venuto più. Durante la messa, le montagne sono state
sconvolte d’un terremoto enorme e il tetto della chiesa è crollato
causando la morte di più di cento persone.
Dopo il terremoto la maggior parte della popolazione abbandonò le proprie
case sul versante superiore della montagna, seppure non fossero distrutte, e
si stabilì più a valle. Da allora la maggior parte delle case abbandonate
sono state abitate da galline e conigli. Ma non tutte. Negli anni Trenta,
una casa medievale ad ovest della chiesa che sorge all'estremità di uno
sperone roccioso a forma di terrazza, fu acquistata da una famiglia di
musicisti. Negli ambienti una volta abitati da contadini, si sentiva
echeggiare il suono del violoncello e del pianoforte. La seconda guerra
mondiale pose fine a questo idillio ed all'inizio di una rinascita del
centro storico come domicilio delle muse.
La seconda guerra mondiale ed il decadimento
La nazione era divisa in tre fazioni. I fascisti, i partigiani che
combattevano i fascisti , e gli indipendenti che non vollero parteggiare per
nessuno. La regione intorno a Bajardo era una roccaforte dei partigiani e
visse avvenimenti estremamente violenti. La famiglia di musicisti si occupò
solo dei propri strumenti e della propria vita dedicata alla musica e
cercava di ignorare la guerra che divampava intorno a loro. Almeno fino al
1944, quando, dopo una serie di minacce, fu costretta ad abbandonare la
propria casa nel mezzo della notte. Con loro Bajardo perse la propria musa.
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I tentativi fatti negli ultimi vent'anni ad interessare la politica a
preservare le vere antichità di Bajardo prima del loro decadimento
definitivo, non hanno portato alcun frutto e sono stati abbandonati.
Benché
molte di quelle case esistono ancora, le loro finestre sono ormai spaccate
ed i colori e l'intonaco sfaldati. Le viti selvatiche hanno coperto la
pietra ed il pendio terrazzato della montagna. Ma le pareti che hanno tenuto
insieme le case dal XIII secolo sono rimaste intatte. Il paese non è
praticamente mai stato toccato dal turismo.
La riscoperta di Bajardo
Grazie all'iniziativa della Bioliguria-EcoArchitettura, dell'amministrazione
e del consiglio comunale, si sta riportando il paese allo stato originario.
La muratura che è rimasta della chiesa, è stata conservata per evitare
ulteriori danni. Singole case nella parte superiore della montagna sono
nuovamente abitate e la maggior parte dei resti delle case vengono
restaurate o ricostruite.
Ma il progetto
della Bioliguria non prevede soltanto la ricostruzione degli edifici storici
posti sotto tutela, bensì vuole essere un progetto complessivo che, con un
albergo residenziale, residenze per gli anziani ed un'accademia estiva, mira
ad una rinascita del paese che coinvolga tutte le generazioni.
Bajardo offre spazio sufficiente a tutti quelli che desiderano venirvi. Il
luogo è ideale per sviluppare idee imprenditoriali, per scrivere, per
disegnare, per comporre, per coltivare la terra, per imparare l'italiano o
semplicemente per rilassarsi e sfuggire alle attività incessanti che tanto
facilmente prendono possesso della nostra vita e la dominano. Nei pomeriggi,
se proteggete i vostri occhi dalla luce intensa del sole che viene riflessa
dal mare, dalle valli e dalle alture, è possibile vedere le Alpi francesi
che si trovano ad oltre 3000 metri sopra il livello del mare. Potrete
giocare a carte nel bar di Rubino o sedervi sul terrazzo con Gianni Peldi.
La cosa più importante è comunque la possibilità di vivere serenamente in
una parte molto autentica d'Italia che è stata dimenticata dalle guide
turistiche e dai libri di testo.
Chi
ha avuto modo di vivere consapevolmente "Bajardo", non vuole più
lasciare questo posto incantevole ed è sicuro di tornarci.
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