Bajardo
Il borgo è situato nella zona più soleggiata della Liguria e inoltre è il luogo più alto in cui venga praticata l’olivicoltura. Qui, si trovano i migliori presupposti climatici per abitare, lavorare, rimettersi o semplicemente, estraniarsi.
La superficie di 24.000 ettari, nel parco naturale Monte Ceppo è per la maggior parte coltivata ad ulivo. Tutto il restante territorio è composto da seminativi, vigne, castagneti e bosco misto. Oggi in alcune zone facilmente rifornibili di acqua, i terreni sono stati adibiti a floricoltura. La vasta pineta che si affaccia sulla valle Armea è proprietà comune con Ceriana ed è considerata dalla CE un biotopo.
Qui si trova un microclima particolare, poiché si incontrano due zone climatiche diverse, la zona alpina con quella marina. Per via della sua incredibile varietà di specie, gli studiosi la definiscono un autentico paradiso botanico: In primavera vi si trovano, tra l’altro, orchidee, genziana, gigli e anemoni, mentre in estate un tappeto di rododendro ricopre il crinale di Monesi fino al Monte Pietravecchia. Oppure, per fare un altro esempio, le Alpi Liguri sono l’unico posto in Italia dove si trova il raro giglio a turbante.
“Dobbiamo viaggiare fino ai piedi dell’Himalaya per trovare un paesaggio simile”(Verin, S. 75)
Posizione
Coordinate (43,9°, 7,7°)
Le frazioni del Comune sono Berzi e Vignai. Bajardo confina con il Comune di Ceriana, Castel Vittorio, Badalucco, Apricale e Molini di Triora. In meno di 30 Minuti si arriva al vincolo dell’autostrada dei Fiori“ (A10) Sanremo ed al mare. All’aeroporto internazionale di Nizza si arriva in un ora di automobile mentre Monte Carlo sono soltanto 40 Minuti. Genova si raggiunge in ca. 2 ore.
Attività
Natura & Ricreazione
Il paesaggio svariato offre numerose possibilità ricreative: i crinali ricchi di prospettive che dividono la Liguria dalla Francia invitano a bellissime escursioni, passeggiate o giri in mountain bike. Potrete godervi un bagno in placidi laghi di montagna o nel Mediterraneo. Oltre alle molteplici attività sportive in mezzo alla natura, esiste anche la possibilità di rilassarsi in un bagno termale romano nel vicino paese di Pigna. passeggiare su vie commerciali di epoca romana o ammirare la grande varietà di flora e fauna, perché la zona è una delle più boscose e ricche di specie d’Europa.
Infrastruttura
Per le necessità giornaliere si trovano 3 negozi alimentari, la Posta con la banca, strutture pernottamenti, 3 ristoranti, bar, giornali, scuola elementare, collegamento linea Bus con Sanremo.
Cultura & Culinario
La cucina regionale
Nutrizionisti hanno inventato il concetto “Dieta Mediterranea”. Qui, si ride un pò incredulo, perché e noto essenzialmente quella dieta che non si basa solo su pesce, dato il mare mediterraneo è povero di pesce. Le specialità tipiche sono: il pane integrale, il buon Rossese della vicina Dolceacqua, il tipico Ciausùn (ovvero una gustosa torta casereccia a base di erbe, cotta nel forno a legna), le lasagne, le verdure sott’olio, i pomodori secchi, i fagiolini freschi, “Focaccia Sardenaira”, dei marinai, che hanno fatto i “pendolari” tra la costa e la Sardegna qua e là, “l’olio d’oliva extra vergine”, la gustosa “Torta Verde”, la pasta di acciuga con sale ed olio d’oliva, che si chiama “Macheto”, “pasta fresca”, “Minestrone alla Massimo”, funghi e dolce di padella, tutto infinitamente in tante variazioni. La particolarità del suolo, l’aria marina ed il sole fanno crescere queste squisitezze di gusto particolare.
Tutto ciò si trova da Massimo nel suo ristorante “Jolanda” o “Armonia” che è dotato di una stella Michelin .
Feste & Manifestazioni
Ci sono mostre, attrazioni, giochi e altri intrattenimenti come corsi di cucina, scultura e artigianato tradizionale, escursioni alla ricerca di erbe, Yoga, fotografia – o linguistiche. Le attrazioni touristiche sono le feste tradizionali di pentecoste „Ra Barca“ a giugno e la festa dei Druidi ad agosto, due giorni di musica, teatro, letteratura, guide ed un programma speciale per bambini. Sono anche degno di essere amati i costumi della distribuzione di cioccolata calda e vino caldo a gennaio al bivacco in piazza, o a giugno la presentazione di bibite deliziosi dal giardino dei fiori di Bach. Sulla „Piazza Parrocchiale“, fino a Settembre, si realizzano Concerti e teatri. “Il Museo del Sorriso” in Via Roma fa vedere mostre alterne in arte contemporanea.
Monumenti culturali
In cima del colle del centro storico di Bajardo si trovano, il nucleo più antico e interessante di tutto l’abitato, i bui carruggi, attraversando archi e volte scavati nella roccia, testimonianza di foschi avvenimenti medioevali, si raggiunge i resti del castello e della chiesa romanica di San Nicolò.
Dalle mura dell’antico Castrum, si gode di una vista incomparabile per bellezza e vastità. Non a caso Bajardo è soprannominata “Terrazzo sulle Alpi”. Nelle giornate sferzate dal vento, potrebbe succedere, di udire lo stridio dell’aquila, regina di queste vette. Nella frazione di Berzi è ubicato il santuario di Nostra Signora Assunta, edificato dai Doria e risalente al XV secolo.
Sport
La zona di Bajardo con i suoi vasti sentieri è un paradiso per escursionisti, cavalieri, trekking, Mountain biker, scalatori. Inoltre ci sono nelle vicinanze numerosi offerte di: Biking, escursioni a piedi, scalare, para-gliding, kiting, Tennis, Rafting, Ski Alpine, equitazione, vela, Golf o surfen.
Il centro storico del villaggio di montagna Bajardo esiste già dal primo millennio avanti Cristo. Da allora Bajardo ha vissuto una storia movimentata:
Luogo sacro dei Druidi
Il centro storico esiste fin dal I millennio a.C. quando fu un importante luogo di culto per i Druidi – sacerdoti celti – dove sono tuttora presenti alcuni obelischi di pietra. Nel VII-VI secolo a.C. l’area era popolata da Celti e Liguri, uniti in una vera e propria simbiosi economico-religiosa, a cui si aggiunsero presto Greci e Iberici che introdussero la coltivazione dell’ulivo e della vite. I Romani giunsero ad incontrare le varie popolazioni del luogo nel III secolo a.C. e provvedessero innanzi tutto a trasformare l’originario scrigno druidico in una fortezza, tuttora parzialmente visibile.
Intorno alla metà del XIII secolo la figlia del conte Oberto Veirana si sposò con Pietro di Ceva, al quale, dopo la morte del padre, passò il dominio su vari paesi dell’entroterra, tra i quali pure Bajardo, che divenne così un possesso dei Marchesi di Clavesana, ma le sempre più forti pressioni genovesi indussero ben presto Pietro e sua moglie a cedere i loro possedimenti nell’estremo Ponente al governo della Repubblica di Genova, che li acquistò ufficialmente con annessi i relativi diritti e prebende tramite un atto stilato a Genova il 24 novembre 1259 alla presenza del capitano del popolo Guglielmo Boccanegra al prezzo complessivo di 2300 lire genovesi. Da quel momento Bajardo avrebbe seguito le sorti politiche della Repubblica sotto la giurisdizione della Podesteria di Tiora.
All’inizio dell’Ottocento il territorio passò al Regno di Sardegna.
Nel 1887 il paese venne semidistrutto e gli abitanti decimati: il 27 febbraio la terra tremò ed il tetto della chiesa di San Nicolò (edificata sulle vestigia di un antico tempio pagano sacro al dio Abelio) crollò sui fedeli, riunitisi per ricevere le ceneri mercoledì delle ceneri. Morirono 226 abitanti.
Negli anni Trenta, una casa medievale ad ovest della chiesa che sorge all’estremità di uno sperone roccioso a forma di terrazza, fu acquistata da una famiglia di musicisti. Negli ambienti una volta abitati da contadini, si sentiva echeggiare il suono del violoncello e del pianoforte. La seconda guerra mondiale pose fine a questo idillio ed all’inizio di una rinascita del centro storico come domicilio della musa.
La riscoperta di Bajardo
Grazie all’iniziativa della Bioliguria-EcoArchitettura, dell’amministrazione e del consiglio comunale, si sta riportando il paese allo stato originario.
La muratura che è rimasta della chiesa, è stata conservata per evitare ulteriori danni. Singole case nella parte superiore della montagna sono nuovamente abitate e la maggior parte dei resti delle case vengono restaurate o ricostruite. Oggi, una maggior parte degli olivetti è stato ricoltivato.
Una strada antica, sulla quale nel medioevo si trasportò i tronchi per la costruzione delle navi, è in corso di riattivazione a collegare Bajardo direttamente con il Centro di Sanremo. Così la distanza dalla costa si riduce da 20 km a 12 km. Il viaggio su una strada panoramica e senza tornanti, si riduce a 20 Minuti per arrivare a Bajardo e sarà così molto più comodo e gradevole.





















































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